Friday, 25 November 2011

Bluffare non sempre è la soluzione


La maggior parte della gente che vive nel mondo libero (e anche una buona parte di chi vive nella parte non libera del pianeta) conosce il fumetto “Dilbert”.

In una striscia uno degli impiegati della piccola società stava cercando di spiegare qualcosa al capo PHB (quello coi capelli dritti). Lui, PHB, non gli stava prestando affatto attenzione, ma dopo aver ascoltato un po’ del suo ciarlare, era arrivato alla conclusione che non aveva annuito abbastanza durante l’ultimo lasso di tempo.

Ovviamente quando ha deciso che era ora di annuire ha inavvertitamente manifestato approvazione per qualcosa che avrebbe assicurato all’impiegato lo stesso di tipo di sicurezza rispetto lavoro di cui godevano gli impiegati della Enron.

Molti giocatori si avvicinano al bluff in una maniera non diversa da quello sciocco di PHB. Se non hanno bluffato per un pò sentono quel tipo di silenziosa pressione che li spinge a bluffare per mantenere tutto in una specie di equilibrio karmico.

Questo è semplicemente stupido. Bluffare è un’azione legata alla situazione e non ha niente a che fare con tempistiche o programmi prefissati. La maggior parte dei giocatori nel mondo non sono dei bluffatori abituali.

Lo fanno solo quando la situazione lo richiede. E questo non solo rende più efficace e potente il loro bluff ma evita loro di perdere denaro a causa di bluff che segue regola: “Accidenti, è da un po’ che non annuisco!”.

A proposito, se non vi ricordate di Dilbert ecco una vignetta.

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